La ricerca condotta in Etiopia nell’ambito del progetto “Establishing Occupational Safety and Health System and building safety and health culture in construction sector” sostenuto da Nexus Emilia Romagna ETS in collaborazione con CGIL (Confederazione Generale Italiana del Lavoro) è parte di un programma implementato dalla Federazione edile di CETU (Confederation of Ethiopian Trade Unions).
La ricerca è focalizzata sulle problematiche di salute e sicurezza nei cantieri edili di Addis Abeba, evidenziando lacune e criticità che ostacolano il benessere dei lavoratori e delle lavoratrici. L’indagine ha approfondito il ruolo dei sindacati, dei lavoratori, dei consulenti e degli appaltatori nel garantire condizioni lavorative sicure e ha valutato l’efficacia delle politiche aziendali attualmente in vigore. Infatti, nonostante il settore edile sia riconosciuto come uno dei più pericolosi, meno della metà dei lavoratori si è dichiarata soddisfatta delle iniziative aziendali in materia di salute e sicurezza, tra cui la messa a disposizione di dispositivi di protezione individuale, servizi di primo soccorso, formazione e ispezioni regolari.
La ricerca ha messo in luce molti dati interessanti. Gli infortuni più comuni includono cadute dall’alto, crolli di impalcature, mancato utilizzo di dispositivi di protezione e incidenti legati a strumenti difettosi. Un altro dato significativo è la percezione, condivisa dal 65% degli intervistati, che i sindacati non attribuiscano sufficiente importanza alla promozione di salute e sicurezza sul lavoro.
La ricerca evidenzia quindi una situazione critica in termini di pratiche di sicurezza nei cantieri edili di Addis Abeba. Un impegno congiunto tra imprese, lavoratori e stakeholder, potrà avviare un percorso di miglioramento che metta al centro la tutela e il benessere delle persone, promuovendo un cambiamento sostenibile e inclusivo nel settore.
La ricerca ha formulato raccomandazioni mirate a migliorare le condizioni di salute e sicurezza nei cantieri, quali:
- Migliorare la supervisione: Rafforzare la qualità e la quantità dei supervisori dedicati alla sicurezza per prevenire incidenti.
- Promuovere formazione e consapevolezza: Aumentare l’aggiornamento professionale al fine di educare i lavoratori sulle pratiche di sicurezza attraverso collaborazioni tra aziende ed enti competenti.
- Integrare la sicurezza nei contratti: Includere requisiti specifici nei contratti di appalto (linee guida specifiche inerenti le pratiche da attivare nei luoghi di lavoro, audit dedicati in sede di selezione degli appaltatori, ecc).